ANITYA, ARTISTA DELLA MATERIA E DELL'IMPERMANENZA

[già su Ispirazioninfiera - Vite a regola d'arte e per breve tempo su Pinkg - post in collaborazione con Fabiola di Girolamo]

Vi sto parlando di un giorno d'autunno che mi ha regalato emozioni molto intense.

Florence Creativity la mia destinazione, ma non solo quella.

Le mete erano tante all'alba del 31 ottobre, compresse dentro poche ore, ma me le sono godute tutte.

Conoscere finalmente di persona la mia magnifica amica e comare Squitty. Abbracciarla in mezzo ad un incrocio con semaforo rosso per noi, rischiando la vita inconsapevolmente, leggermente, felicemente.

Verificare se il Lupo fosse vero (e apprezzarne tutta la sua unicità!).

Insieme cercare di approcciarci a creativi d'eccezione per carpire preziosi frammenti di storie artistiche presi dalla loro voce oltre che dalle loro opere.

Parlare con Federica è stato facilissimo, come se tra me e lei non ci fosse mai stato uno schermo frapposto.

E questo vuol dire che le amicizie virtuali si costruiscono eccome!

Fare squadra è stato naturale, la sensazione di capirsi al volo, quasi che la sua presenza fisica mi bastasse per sentire quello che pensava.

Che vi dico, non lo so, scrivo di getto quello che ho provato... queste cose o si scrivono così o non significano nulla.

Fede straordinaria, Fede che non ferma mai il cervello e che la sento vicina nell'anima... mannaggia... la distanza fisica!

Oggi inizio anch'io a raccontare di questa avventura da reporter di Ispirazioninfiera.

Non sono riuscita a farlo prima e me ne dispiaccio, ma le emozioni e le storie che vi proporrò da qui ai prossimi giorni sono vivide in me come fossi ancora là.

Ecco la prima storia. 

Se dovessi riassumere in una frase la tensione profonda che segna il lavoro di Angela Cosenza sceglierei Inseguire la bellezza là dove si nasconde.

Conoscere le sue opere è come aprirsi ad un incontro attivo, non unilaterale, reciproco.

Lo sguardo è inizialmente catturato dalla bellezza dell'insieme dell'opera, dalla sua coerenza interna.

Questa misteriosa coerenza stimola ad entrare dentro queste splendide composizioni, a perdersi nei singoli frammenti, a seguirne i profili e godere della loro relazione.

Il gioco è lasciare che l'occhio divida e ricomponga e ad ogni passaggio comprendere qualcosa.

Nei materiali utilizzati, prevalentemente legno di mare e ferro, il tempo ha lavorato per eliminare il superfluo.

Ogni dettaglio di queste composizioni tende ad una continuità.

E l'opera si schiude grazie alla formidabile capacità di sguardo di Angela Cosenza, di rinvenire nessi, unire ciò che tutto tende a separare e frammentare.

Anitya vuol dire impermanenza, ci spiega Angela nell'intervista.

Lei dice che cerca l’imperfezione, ma io non le credo.

Nelle sue opere io vedo ricercate costellazioni e le costellazioni non sono casuali.

Adesso vi lascio alle bellissime parole attraverso le quali, quella mattina, Angela si è raccontata davanti a due tizie un po' flashate.

Grazie di cuore, Angela!

E grazie a Fede sia per il video sia per le bellissime foto!



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