ISPIRAZIONINFIERA SBARCA A MONDO DONNA


Dopo aver macinato chilometri tra Bolzano, Vicenza e Firenze, dove ho visitato nell'ordine Kreativ, Abilmente e Florence Creativity mi sono finalmente concessa una battuta d'arresto, perché la creatività l'ho trovata praticamente sotto casa.

Mondo Donna è tornata a Trento con l'edizione autunnale 2015 e, da inviata di Ispirazioninfiera, non potevo certo mancare.

C'è qualcosa di profondamente bello, soprattutto di molto riposante, nel trovare un evento di questo genere a pochi minuti da casa: niente zaini e borse da preparare, niente chilometri da percorrere, niente mappe da studiare, soprattutto niente rientri con la lingua a penzoloni per la stanchezza.

Anche questa edizione, come le precedenti, si è svolta a Trentofiere, in Via Briamasco, uno spazio che conosco bene, perché da decenni è parte integrante del tessuto cittadino. Per anni, infatti, questi padiglioni, prima di diventare uno spazio espositivo, hanno ospitato il Mercato Ortofrutticolo.

Questo quartiere fieristico - luminoso, lineare, essenziale - non ha certo l'ampiezza di quello vicentino e non è neppure vagamente paragonabile a quello, molto più moderno, di Bolzano, così come non ha una storia gloriosa e un aspetto imponente come la Fortezza da Basso, tuttavia in questo suo essere così raccolto trova il suo innegabile punto di forza. Possiamo dire, in un certo senso, che accoglie senza intimorire.

È uno spazio che ti permette di vedere tutto senza correre per la paura di perdersi qualcosa, di fermarti a parlare senza il timore di non fare in tempo ad acquistare, di respirare la creatività con calma senza il rischio di soffocare.

Anche se quest'anno l'area risultava ridotta rispetto al passato, sviluppandosi su un solo piano, la quantità dei visitatori presenti è stata davvero notevole e, forse proprio per gli spazi ridotti, l'impressione di affollamento è stata piuttosto persistente.

La maggior parte degli stand era occupata da negozi, anche locali, di materiale creativo. La scelta era buona, varia al punto giusto, ma non certo paragonabile a quella delle grandi fiere. Era una proposta più contenuta, più semplice, che tuttavia funzionava.

Non c'era da perdersi, ma nemmeno da annoiarsi: tra perline, bottoni, stoffe e filati qualcosa che attirava l'occhio si riusciva anche a trovare.

Non un'assoluta meraviglia, certo, ma abbastanza da uscire con qualche acquisto non programmato.

Le fiere autunnali, per loro natura, sono quelle che normalmente offrono il maggior numero di spunti per il Natale. È questo, infatti, il momento dell'anno in cui chi crea non solo pianifica decorazioni, addobbi e regalini, ma inizia concretamente a realizzarli. Per questo motivo dunque i visitatori si aspettano manifestazioni dense di idee e di suggerimenti, non necessariamente sorprendenti, ma utili, concreti e replicabili.

Già al primo sguardo Mondo Donna appariva in linea con la tendenza di altri eventi di questo periodo, perché il Natale era ovunque: non in un'area dedicata, ma sparso nei vari stand, alternato ai materiali più diversi.

C'erano mercerie e creativi che esponevano decorazioni già pronte o che proponevano i materiali per realizzarle spesso forniti in pratici kit da portare a casa.

Ed è proprio qui che nasce il paradosso. Proprio nelle fiere che dovrebbero ispirare di più, quelle in cui la gente va in cerca di idee per i progetti natalizi, si è presentato un problema che altrove non avevo mai riscontrato con questa intensità: il divieto, quasi assoluto, di scattare fotografie alle creazioni esposte.

Se da un lato si comprendono le motivazioni per questo tipo di scelta (il rischio di veder copiate le proprie idee è reale, così come reale è la possibilità di veder riprodotto un proprio progetto e, ancor peggio, venduti prodotti che ad esso si ispirano), dall'altro questo atteggiamento risulta andare contro la logica stessa della fiera creativa, che dovrebbe essere il luogo di condivisione per eccellenza.

Le foto, in questo contesto, non sono necessariamente un modo per rubare le idee, ma sono appunti visivi, promemoria, punti di partenza per realizzare qualcosa di personale. Sono il mezzo più semplice per ricordare un colore, una combinazione, una tecnica,  un particolare che altrimenti svanirebbe appena usciti dallo stand.

Vietare le foto significa togliere ai visitatori una parte essenziale dell'esperienza: la possibilità di portare a casa concretamente l'ispirazione, che è il motivo per cui spesso si va in fiera.

Da tutto questo deriva una sensazione un po' stonata: tanta voglia di mostrare sì, ma poca disponibilità a lasciare che quanto esposto possa davvero circolare, essere ricordato e trasformato in qualcosa di nuovo.

Encomiabile chi, in questo contesto, ha invece scelto una strada diversa, anche se il doverlo specificare con tanto di cartello, ahimè, appare piuttosto triste.

Per tutto quanto sopra, quindi, pochissimi gli spunti natalizi effettivamente portati a casa, scarse le foto di decorazioni meritevoli d'essere ricordate e decisamente poco soddisfacente anche l'interazione con alcuni espositori.

Davvero un peccato!

E gli artisti/artigiani? Beh, anche in questo senso Mondo Donna non ha brillato.

In netta minoranza rispetto al resto degli espositori parevano rivestire un ruolo marginale, proprio loro che, teoricamente, avrebbero dovuto rappresentare il cuore pulsante di una manifestazione dedicata alla creatività.

Il risultato è stato quello di una fiera caratterizzata da una dimensione più commerciale che artigianale, dove l'atto del creare pareva essere secondario rispetto a quello del comprare.

In altre fiere la loro presenza contribuiva a conferire autenticità al lavoro manuale: si vedevano mani al lavoro, si ascoltavano spiegazioni, si percepiva passione. A Trento, purtroppo, è stato come se la creatività fosse rimasta incastrata nei materiali messi in vendita, non espressa dalle mani di chi li trasforma.

In generale pochi gli stand realmente originali e pochi anche gli espositori disposti ad instaurare un dialogo vero con il pubblico.

Ecco perché, ad un certo punto, ho deciso di rientrare.



Il bottino è stato senza dubbio molto ridotto rispetto alle mie aspettative, ciononostante due belle storie da raccontare qui sul blog sono riuscita a portarle a casa:
  • Lo straordinario mondo di Elisabetta e Daniela
  • Dal cuore al sapore: storia di un sogno


Se vuoi scoprire il progetto Ispirazioninfiera, puoi leggere qui.



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