Sono appena rientrata da Florence Creativity e, credetemi, ho ancora addosso tutta l'energia che solo i posti pieni di creatività sanno regalare. Una sensazione bellissima, che mi ha fatto venire la voglia di raccontarvi tutto subito prima che l'entusiasmo si disperda.
Ci sono stata con un paio di amici, con i quali condivido la passione per il fatto a mano, e forse proprio per questo la giornata è stata ancora più speciale: vivere la fiera insieme, commentare ogni stand, scambiarsi ispirazioni al volo, incuriosirsi davanti ad oggetti e materiali mai visti prima, immaginare nuovi progetti, tutto questo ha reso l'esperienza più ricca e più degna di essere condivisa.
Le sorprese non sono certo mancate, ma la location merita senza dubbio un posto d'onore fra esse. Sinceramente non me l'aspettavo!
La Fortezza da Basso, il cui vero nome è in realtà Fortezza di San Giovanni Battista, è un forte rinascimentale di dimensioni imponenti edificato tra il 1534 e il 1537 per volere di Alessandro de' Medici all'interno del quale trovano posto non solo gli edifici militari di quel periodo, ma anche quelli successivi realizzati nel corso del Settecento dai Lorena. Dopo la trasformazione della Fortezza in spazio fieristico, nel 1967, furono aggiunti anche i moderni padiglioni progettati da Pierluigi Spadolini.
Un quartiere fieristico piuttosto atipico quello fiorentino, ma certamente ricco di suggestioni: le mura antiche e possenti, che paiono osservare da lontano, mentre ci si avvicina, fanno da cornice a tutto il movimento esterno: persone che arrivano, file che si allungano, gruppi che si formano. Un via vai continuo che dà subito l'idea della portata dell'evento.
Si capisce all'istante che, nonostante l'aspetto austero e la valenza storica, questo luogo è stato ottimizzato per accogliere grandi flussi di visitatori. Le aree esterne, ampie e ordinate, aiutano a gestire bene l'ingresso e rendono tutto molto scorrevole anche nei momenti di maggiore affluenza.
Le code si muovono senza troppi intoppi e in un attimo ci si ritrova dentro!
Se la location mi ha folgorato ancor prima di metterci piede, il numero e la varietà degli espositori sono stati la seconda gradita sorpresa della manifestazione. Non ero mai stata a Florence Creativity e, sebbene ne avessi sentito parlare sempre con toni entusiastici, non mi ero resa conto di quanto fosse grande.
C'erano stand di ogni tipo, ogni angolo con un suo preciso carattere e una sua propria atmosfera, ed è proprio questa ampiezza di proposte che ha reso l'evento così interessante, perché - noi di Ispirazioninfiera lo sappiamo bene - non c'è un solo modo per essere creativi!
Ho toccato materiali, sperimentato tecniche, rubato idee. E tutto questo senza fretta, muovendomi qui e là con quella curiosità che viene spontanea, quando si trovano cose degne di attenzione.
Ogni banco aveva qualcosa che attirava: un dettaglio, un colore, un manufatto. Mi sono fermata, ho osservato, ho sperimentato, ho imparato tantissimo.
Ho compilato liste mentali di oggetti da regalare, di materiali da comprare, di persone da intervistare.
Ho girato in lungo e in largo, ridendo come una matta con
Fabiola e
Riccardo, arrivando a fine giornata con un bottino ricchissimo.
Un'altra bellissima sorpresa è stata lo Zoo Creativo, un progetto collettivo semplice nella sua idea (un grande zoo fatto di animali realizzati dai visitatori), ma potentissimo nel risultato (un'esplosione di stili, materiali e idee), come succede sempre con questo genere di iniziative.
Un mosaico di contributi diversi che, messi insieme, hanno regalato un'installazione colorata e piena di personalità. Impossibile non sorridere, guardando quell'insieme di animaletti improbabili, teneri e buffi, ognuno con un carattere tutto suo.
Un progetto che ha raccontato bene lo spirito della fiera: mettersi in gioco, condividere, partecipare.
Sì, perché un lavoro collettivo ha una forza che un progetto individuale, per quanto pregevole e curato, non può avere. Non perché più mani significhi automaticamente meglio, ma perché mettere insieme contributi diversi crea qualcosa che nessuno, da solo, potrebbe mai immaginare.
Nel progetto condiviso le differenze diventano un valore, ognuno porta il proprio modo di fare: chi è preciso, chi è istintivo, chi è colorato, chi è essenziale; un piccolo gesto, in questo caso l'aggiunta del proprio animaletto, crea un senso di appartenenza, anche tra persone che non si conoscono; il risultato finale racconta una storia collettiva: l'opera non è più di qualcuno, ma è di tutti.
Scoperta
top di questa edizione di
Florence Creativity è stata
The Bohémien Marketplace, uno spazio dedicato ad alcune interessanti creatrici specializzate nello stile romantico,
rétro,
shabby e
vintage, che hanno trasformato una parte della fiera in un piccolo mondo a sé, fatto di colori pastello, materiali naturali e atmosfere delicate.
Ogni stand aveva una sua propria identità, ma ognuno di essi condivideva una grande attenzione per i dettagli, un'estetica che potremmo definire armoniosa, un approccio narrativo preciso, quasi volesse raccontare una storia antica o regalare atmosfere ormai scomparse.
Un evento dentro l'evento insomma, da vivere con un ritmo più lento, quasi intimo. Un angolo persino più curato rispetto ad altri luoghi della fiera. Tante diverse scenografie costruite con cura maniacale per restituire al visitatore la sensazione di fare un salto indietro nel tempo. Una grande composizione pensata più per evocare che per fare affari.
Sorprendente infine la qualità altissima dei creativi incontrati, di cui certamente vi parlerò in maniera più approfondita nei prossimi post. Non semplici espositori, ma artisti straordinari. Persone che sono riuscite a trasformare il proprio lavoro in un linguaggio e in un'estetica perfettamente riconoscibile.
Ogni loro singola opera non era solo e semplicemente un bell'oggetto, ma l'espressione di un percorso, di una sensibilità, di un modo preciso di vedere le cose. Non solo quindi una tecnica spesso impeccabile o una cura maniacale dei particolari, ma una continuità stilistica e una ricerca minuziosa.
Parlando con loro, osservando il loro lavoro, ascoltando cosa li ispira, ho respirato una passione autentica e una professionalità che va molto oltre il semplice hobby.
Incontrarli è stato come aprire tante finestre sul mondo della creatività.
Una continua sorpresa in una già sorprendente fiera creativa.
Vi aspetto ancora su queste pagine per leggere:
- Anitya, artista della materia e dell'impermanenza
- Il tempo non tempo di Glimoire
- Silvia Logi. Artista ai confini
- Cantidipinti. Vibrazioni a colpo d'occhio
- Francesca Blasi. Essere shabby fusion
- Gleam Contemporary Jewelry. Quando l'arte prende la forchetta
- Quotidianità e sogno nell'arte di Federico Milani
- Riciclosamente 3mendi
Se vuoi scoprire il progetto
Ispirazioninfiera, puoi leggere
qui.
Che dici di leggere anche questi?
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