FULL IMMERSION CREATIVA AD ABILMENTE

Nel caso non si capisse, mi sono divertita! E pure molto!

È stata una di quelle giornate in cui la creatività non è solo un qualcosa da vedere, ma diventa qualcosa che ti avvolge, che ti segue ovunque, che diventa l'aria stessa che respiri. È una vibrazione continua che ti tocca ad ogni passo, che ti attraversa senza chiedere il permesso, che ti provoca e ti invita ad immergerti ancora di più.

Giù, sempre più giù, fino ad affondare.

Ero partita agguerrita, organizzata come non mai: il treno preso all'alba, la lista delle interviste accuratamente compilata, il programma della giornata stabilito in ogni dettaglio. 

Avevo quella concentrazione che ti prende quando sai esattamente cosa vuoi fare, cosa vuoi vedere, soprattutto cosa vuoi portare a casa. Una modalità operativa oserei dire quasi militare. Praticamente una missione!

Il fermento era stato già percepibile durante il viaggio: gruppi di donne riconoscibilissime per la loro destinazione - trolley vuoti da riempire, borse supplementari, zaini manco andassero in spedizione in Nepal - che chiacchieravano con quell'aria di festa tipica delle giornate importanti.

Poi la sorpresa: gli stand informativi di Abilmente dentro la stazione del treno! Il personale sorridente pronto a distribuire mappe, informazioni e consigli. Una macchina organizzativa direi impressionante, dove nulla era lasciato al caso.

Da lì in poi è stato tutto un crescendo!

Sebbene avessi una tabella di marcia scandita al secondo, non ho potuto fare a meno di fare un salto veloce in ogni singolo settore. Era impossibile non farlo, ognuno di essi aveva qualcosa che attirava, che richiedeva almeno uno sguardo. La mia missione insomma si è scontrata subito con una ricchezza talmente ampia che, alla fine, ho dovuto rallentare e modificare un po' i miei piani.

Non è stato un gran sacrificio!

L'Atelier del Bijoux, punto di riferimento per chi ama adornarsi con accessori insoliti, fuori dal solito gioiello tradizionale, catturava subito per la varietà. 

Qui le creazioni nascevano dalla carta, dai filati, dalle perle, dai metalli, dalle resine. 

Il lavoro di queste artiste, che con precisione quasi chirurgica, inventavano anelli, orecchini, collane e bracciali, apriva le porte di un mondo luminoso e scintillante, dove ogni pezzo raccontava una ricerca personale, una tecnica affinata nel tempo, una visione che diventava forma.

Era uno spazio di sperimentazione continua che si arricchiva anche di numerosi corsi e dimostrazioni a riprova del fatto che questo settore è vivo, dinamico e in perenne evoluzione.

Il settore del cake design mi pare avesse, in questa edizione, un'impostazione più tecnica che dimostrativa. Gli stand erano dedicati soprattutto ai materiali, alle attrezzature e alle soluzioni professionali per la decorazione: un'area pensata per chi lavora e vuole aggiornarsi sulle novità del settore.

Non essendo un ambito che seguo particolarmente, non mi sono soffermata troppo.

Il mondo dei filati occupava anche quest'anno uno spazio importante nella manifestazione, con l'Atelier del Crochet, del Tricot e della Tessitura.

Era un’area che si riconosceva subito: morbida, materica, piena di colori che cambiavano a seconda della luce e delle fibre. Qui il filato - lana, cotone e tutte le loro varianti - diventava protagonista assoluto, non solo come materiale, ma come linguaggio.

Le tecniche si intrecciavano: ferri, uncinetto e telaio diventavano strumenti che trasformavano il filo in struttura, volume e superficie. Ogni gesto costruiva qualcosa di diverso.

L'Atelier era animato da creativi che portavano approcci diversi: chi lavorava con i ferri circolari, chi sperimentava con fibre insolite, chi interpretava il crochet in chiave contemporanea, chi esplorava la tessitura come forma artistica. Ognuno metteva in campo la propria esperienza, mostrando come un filo potesse avere anime diverse.

Il settore del cucito è stato, come sempre, uno dei più frequentati della manifestazione. Qui la manualità incontrava la precisione delle macchine. Era l’area dove il gesto tecnico diventava creativo, dove il punto diritto e quello zig-zag non erano solo funzioni, ma strumenti per costruire idee.

Si respirava un'atmosfera operosa: dimostrazioni, prove, consigli scambiati tra appassionati e professionisti. I tessuti si toccavano, si confrontavano, si sceglievano. Le macchine da cucire mostravano le loro potenzialità.

Strepitoso per chi, come me, ama il vintage, il Progetto 50 SPECIAL, di cui vi parlerò più avanti, perché merita un discorso più approfondito.

L'area dedicata al feltro, materiale molto amato dalle visitatrici, ospitava rivenditori specializzati che proponevano, oltre al feltro stesso, anche lana cardata, pannolenci e materiali simili, offrendo un'ampia gamma di colori, spessori e texture.

Non era uno spazio dominato da grandi nomi, ma da vari laboratori, dove si potevano imparare sia le tecniche base, sia le tecniche più sofisticate.

Pur apprezzando la maestria di chi lavora questi materiali - la precisione dei gesti, la pazienza nel modellare la fibra, la capacità di trasformare la lana in forma - devo ammettere che è una tecnica che non riesce a prendermi troppo. Resto a guardare con rispetto, ma senza quella curiosità che mi spinge a provare. È un mondo che osservo da fuori, con grande stima, ma senza attrazione vera.

Forse ho perso un'occasione?

Sicuramente più vicino ai miei interessi, anche se rimane un mondo totalmente fuori dalla mia portata, era l'Atelier del Patchwork, che si è rivelato essere fra le aree più vive dell'intera manifestazione.

Qui erano protagoniste, oltre all'Associazione Nazionale Quilt Italia, le principali realtà venete del settore, che hanno animato queste giornate con un programma molto fitto di dimostrazioni. Ogni gruppo ha portato la propria sensibilità, mostrando manufatti tradizionali e interpretazioni contemporanee, evidenziando come il patchwork sia un linguaggio capace di evolvere senza perdere le proprie radici.

Assolutamente da vedere la mostra Réfléchir/Riflettere (2015) promossa dal Carrefour Européen du Patchwork che ogni anno organizza un concorso internazionale a tema aperto a tutti gli appassionati. L'obiettivo era naturalmente quello di promuovere questa tecnica, ma anche la quilt art in senso più ampio.

Il concorso dell'anno scorso giocava sul doppio significato di questo verbo: riflettere un ricordo, un'impressione, un'osservazione, ma anche l'immagine di uno specchio. Ogni artista aveva la possibilità di interpretare il tema come meglio credeva, a patto che l'opera finale rispettasse le caratteristiche del quilt (tre strati e materiale tessile).

Ben quarantattre le opere selezionate, di cui sei nella categoria insegnanti.

La precisione dei tagli, la cura delle cuciture, la capacità di far dialogare forme e colori rivelavano una disciplina e una geometria mentale che è ammirevole. A Vicenza c'erano capolavori pazzeschi!

Persa fra le molte meraviglie di questa esposizione mi sono improvvisamente resa conto dello scorrere inesorabile del tempo: dovevo per forza accelerare!

Più per necessità che per reale scelta ho dovuto attraversare rapidamente l'Atelier del Ricamo e del Merletto, dove erano presenti vari rivenditori specializzati in tessuti, filati e attrezzature.

Le dimostrazioni e i corsi mi pare concentrassero l'attenzione sulla tecnica del chiacchierino ad ago, un formidabile intreccio di nodi e archetti che, a guardarli da vicino, sembravano disegnati più che costruiti. Lavori minuziosi, scanditi da micro movimenti che richiedono una totale concentrazione.

Innegabile l'abilità di chi pratica questa arte antica!

Il settore delle tecniche decorative era impossibile da liquidare in poche battute - Accidenti, guarda che ora è! - perché la quantità dei materiali presenti era sterminata: strumenti, paste, cere, pigmenti, supporti, fiori sintetici, gomma modellabile, stencil, timbri... I tavoli erano pieni, gli scaffali straripavano e ogni banco sembrava aprire la finestra su un mondo diverso.

Anche qui tantissimi i corsi e le dimostrazioni che coprivano un ventaglio enorme di tecniche.

Un settore questo dove la sperimentazione era portata al massimo e dove la fantasia giocava un ruolo ancora più evidente che da altre parti. Oserei dire che qui si respirava forse l'atmosfera più immediata e giocosa dell'intera fiera, perché la creatività era accessibile anche ai principianti e a chi non sapeva nemmeno da che parte cominciare.

Tutto da gustare lo stand dell'Associazione M.E. Salice - merita assolutamente un racconto a parte - che mostrava come le tinte ecosostenibili possano essere applicate alle varie tecniche di stampa. Un modo di decorare che si sposa perfettamente con la sempre più diffusa sensibilità ai temi dell'ecologia.

Dopo aver curiosato in ogni singolo settore delle fiera, il mio tempo libero è terminato e ho dovuto per forza dedicarmi alle interviste che avevo preparato e che costituivano il vero motivo del mio viaggio.

Attorno a me Abilmente continuava ad offrire opportunità infinite ai visitatori: installazioni e mostre che meritavano sicuramente un'attenzione che io, purtroppo, non ero in grado di concedere; l'imperdibile Master Creative Show, palco dedicato alle professioniste della creatività; l'immersione nell'area dei rivenditori - più di duecentocinquanta tra italiani e stranieri - luogo perfetto per scoprire novità e fare scorte.

Leggendo qua e là Abilmente Vicenza, edizione primavera 2016, si è confermata un successo: oltre 35.000 visitatori nell'arco di quattro giorni!

Un evento vivo, ricco, pieno di energia, punto di riferimento nel settore, che ha davvero lasciato il segno e tanta, tanta voglia di ritornare.


E voi tornerete fra queste pagine per leggere dei miei incontri? Li trovate qui:
  • Emma Fassio - Quando i filati sorridono
  • Elisabetta e Daniela. La nascita di un gioiello
  • Misspillo. Back to the 50'
  • Arte, artigianato e moda. Le tre anime di Nunzia De Feo
  • Dare forma all'informe. Fiber Fabry
  • Colorare il mondo Sul Filo dell'Arte
  • Associazione M.E. Salice - La natura dentro i colori
  • Eco Wedding Design. Decorare naturalmente
  • Noi... dell'Arte. Creativamente presenti


Se vuoi scoprire il progetto Ispirazioninfiera, puoi leggere qui.



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