LA PRIMAVERA DI ELISABETTA E DANIELA

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Ritrovare Elisabetta e Daniela dopo poco più di tre mesi è stato prima di tutto un piacere. Un grande piacere ad essere precisi.

Ci eravamo conosciute, abbastanza casualmente, a Mondo Donna, edizione autunnale 2015, in un momento in cui non ero particolarmente entusiasta dell'evento e giravo tra gli stand senza trovare nulla che mi colpisse davvero, un po' annoiata, un po' in attesa, abbastanza decisa a rientrare se, nel giro di poco, non avessi trovato nulla da raccontare.

Più giravo e più quella sensazione spiacevole si consolidava: guardavo, osservavo, mi fermavo qua e là, ma niente riusciva a catturarmi davvero, finché non avevo scorto il loro stand e una serie di meraviglie che, nel giro di pochi secondi, erano riuscite a rovesciare le sorti della giornata e a farmi tornare il buon umore.

Non era solo ciò che esponevano, ma il modo in cui loro, con naturalezza estrema, facevano entrare i visitatori nel loro mondo, mostrando le loro straordinarie creazioni, raccontando il loro lavoro e facendo percepire una passione, nata quasi per gioco, ma diventata pian piano un progetto preciso.

Io ero rimasta folgorata. Letteralmente.

Ecco allora che, quando le ho riviste, qualche settimana fa, è stato come incontrare due vecchie amiche, con quella familiarità che emerge quando ci si conosce davvero, quando il piacere di ritrovarsi è sincero, quando la voglia di aggiornarsi sulle rispettive novità diventa quasi un'esigenza.

La conversazione, catturata da un video purtroppo di scarsa qualità, è ripartita semplicemente, senza troppe formalità, quasi ci fossimo lasciare il giorno prima.

Io: 
Non siate timide! È solo un video. Siamo a Trento, a Mondo Donna, con le nostre amiche Daniela ed Elisabetta che ci raccontano le novità della primavera 2016.

Elisabetta: 
Grazie, Federica, che ci vieni sempre a trovare, siamo tanto contente di averti conosciuta!

Io: 
Ma volentieri!

Elisabetta: 
Che ti posso dire dei nostri gioielli? Per noi la primavera è anche l'inserimento di un po' di colore nella nostra collezione, che mantiene la caratteristica della pietra di Vicenza e della pietra di Lecce, cioè di quei piccoli elementi che sono stati disegnati per noi, tagliati e inseriti in questi gioielli insieme all'alluminio, all'ottone, al rame e magari anche impreziositi da qualche pietra semipreziosa come una perla d'acqua o un lapislazzulo.

La primavera per noi... è semplicemente dare ascolto alle sensazioni, non c'è un dogma, non c'è una moda, c'è semplicemente una crescita, una ricerca... sommando, tutto prende forma e delinea lo stile di Elisabetta e Daniela, stile che potremmo anche applicare alla nostra vita quotidiana.

Se vuoi fare una carrellata...

... come vedi ci sono delle forme totalmente diverse rispetto a quest'autunno...

... c'è qualche nota di colore in più...

... c'è qualche forma più leggera, più battuta, più aerea...

... c'è anche qualcosa di creato con elementi del riciclo creativo.

Qui abbiamo usato le tea-lights...

Io:
Cioé, questa è fatta con quelle candeline piccole?

Elisabetta:
Certo!

Io:
Maddai, incredibile!

Daniela:
Sai che le nostre creazioni escono proprio... sono contaminate da qualunque cosa stiamo facendo in quella giornata. Lavorando, utilizziamo sempre queste candele con gli olii essenziali e quindi queste candeline sono sempre lì...

Io:
... che girano!

Daniela:
Che girano, sì, e quindi ad un certo punto hanno preso forma e sono diventati questo ciondolo pendente. Con le tea-lights abbiamo anche realizzato degli orecchini e un bracciale.

Io:
Ma era quello del mare?

Daniela:
Sìììììììì...

Io:
Ah, vedi che mi ricordo? Vedi che ho studiato bene? Ho passato una giornata a vedere le vostre duemila foto!

Daniela:
Sei stata bravissima, perché sei riuscita a focalizzare bene le varie linee e i vari momenti...

Io:
Senti, ma questo spillone che mi mostrava prima Elisabetta? Questa cosa incredibile tutta riciclosa?

Elisabetta:
Allora, guarda, ti spiego. La pioggia se ne è andata, l'ombrello si è rotto ed è rimasta la molla dello scatto. È venuta fuori, proprio uscita dall'ombrello e io cosa ho fatto? Ho iniziato a giocarci, a provare, a mettere una pietra. Perché no? È ovvio che può essere una "batarìa" (N.d.A. in Veneto il termine indica una cianfrusaglia, un oggetto di scarto e di poco valore), può piacere, non piacere, però noi...

Io: 
Sperimentazione pura, eh!

Elisabetta:
Si chiama "Nautilus" e si è ispirato alle conchiglie del mare e quindi...

Daniela:
... è partito dalla pioggia...

Elisabetta:
... ed è finito in acqua da solo!

Io:
Incredibile!

Elisabetta:
Noi non ci poniamo dei limiti...

Io:
Mai porsi dei limiti nella creatività!

Elisabetta:
Io ho avuto la grande fortuna di stare a fianco a Daniela che mi ha insegnato un sacco di cose. Abbiamo deciso di fare piccoli passi, però di pensare anche in grande.

Io:
Se non pensi in grande, non vai da nessuna parte...

Daniela:
Infatti! Diciamo che ci poniamo qualche obiettivo raggiungibile, in modo che pian piano la strada si fa, però, non ponendoci limiti, non sappiamo mai dove possiamo arrivare.

Elisabetta:
Adesso ti facciamo vedere una grande soddisfazione che abbiamo avuto...

Io:
La fotografia che ho visto su Facebook!

Elisabetta:
Esatto! Noi siamo di Vicenza e quindi "Vicenza Jewellery"! Sfogliando si arriva ad un articolo... "Ridefinire il gioiello"... è un concorso al quale abbiamo partecipato con la collana "Masaica" che si vede qui.

Masaica

(pietra di Vicenza, pietra di Lecce, rame, cordino di canapa)

Gioiello ispirato alle tribù africane culturalmente legate alla Natura. 

Tribù che per tradizione amano adornarsi in modo molto appariscente pur utilizzando materiali poveri.

La scelta della pietra, strettamente legata al nostro territorio, come materiale naturale dalle tinte neutre, offre l'alternativa alle perle coloratissime dei gioielli tribali.

Il titolo Masaica unisce l'effetto mosaico dell'infilatura delle pietre con il nome della tribù Masai.

Elisabetta:
Questo ci ha dato tantissima soddisfazione per un motivo particolare che vorrei spiegasse Daniela...

Io (rivolgendomi a Daniela):
La parte difficile la fai tu! 

Daniela:
... perché è stato un piacere poter ammirare le creazioni anche di altri artisti, artigiani, designer o come li vogliamo chiamare... creativi come noi, che fanno cose meravigliose, che comunque ci credono molto e, soprattutto, confermano che questa "cosa" è possibile! Quando vedi che c'è un percorso realizzato anche da altre persone, pensi che si può fare, ti immedesimi un po'. Vedendo gli altri, riesci a vederti da un altro punto di vista, esci un po' da te stesso e, beh, visto che è stato premiato, forse stiamo facendo delle belle cose che piacciono anche ad altre persone.

Io:
Eh, direi proprio di sì! Bene, bene, allora ci vediamo a Vicenza fra una settimana, così non ci perdiamo di vista!

Elisabetta:
Ricordati che, se vuoi telefonarci, vieni anche a mangiare da noi...

Io:
Ecco, ecco... Fabiola avrà anche preso il gioiello "Mandala", ma io vengo a pranzo direttamente!



È finita così, semplicemente, proprio come era iniziata. Del resto, quando ti trovi fra amici, è così che deve andare.

Chissà che cosa mi racconteranno Elisabetta e Daniela alla nuova edizione di Abilmente Vicenza.

Non vi resta che tornare da queste parti per scoprirlo.



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