È una bella giornata di sole tiepido, quando insieme a Rosalba varco le porte dei Magazzini del Cotone, grande edificio storico affacciato sul Porto Antico di Genova, che ospita tutta una serie di spazi riconvertiti dall'antica area portuale.
Sono ambienti modulari, pensati per mostre, eventi, fiere e attività culturali.
Costruiti a fine Ottocento e ridisegnati da Renzo Piano nel 1992 costituiscono la seconda area fieristica della città dopo la Fiera Internazionale di Genova.
Il mare che li abbraccia diventa elemento naturale della struttura, perché gli edifici dialogano direttamente con l'acqua: la struttura essenziale, le linee pulite, le grandi aperture sembrano pensate per lasciare che il paesaggio marino entri liberamente all'interno. È un rapporto che definisce immediatamente il carattere del luogo.
Una volta entrati i locali ampi, che non nascondono - non vogliono nascondere - la loro origine industriale, sono quasi un tutt'uno con lo specchio d'acqua, che modella gli spazi, definisce la luminosità degli ambienti e accompagna il visitatore tra gli stand.
Il mare diventa parte integrante del percorso, caratterizzando quasi il modo di attraversare Fantasy & Hobby. È un elemento che non avevo mai trovato in una fiera creativa e che crea un'atmosfera diversa rispetto a quella di altre location. L'apertura visiva verso l'esterno e la continuità con il porto rendono l'ambiente più splendente, quasi più vivo, sicuramente più invitante.
All'ingresso la coda si muove ordinata e tranquilla. È lunga, ma scorre bene: nessuno sembra infastidito, si avanza con naturalezza tra brevi scambi di battute, consigli pratici di chi qui è già passato, aspettative per la visita, liste di materiali da acquistare. L'attesa diventa quasi un momento di preparazione, un modo per acclimatarsi, con quella sensazione di benessere che arriva quando è già tutto organizzato, stabilito, e non c'è nessun motivo per accelerare i tempi.
Dentro il brusio si fa più fitto, ma resta piacevole. C'è movimento, c'è curiosità, c'è quell'eccitazione leggera che nasce quando le persone guardano, scoprono, comprano. Il chiacchiericcio è continuo, ma mai invadente, un sottofondo vivo, allegro, gradevole da sentire. C'è nell'aria un'energia diffusa che si percepisce all'istante e mette a proprio agio.
I visitatori sono tanti, ma gli ampi spazi permettono di muoversi bene. Si cammina senza ostacoli, girando facilmente tra i banchetti. La luce che arriva dalle vetrate e, come si diceva, la presenza del mare creano un equilibrio raro in questi contesti, dove la presenza massiccia rende spesso complicati gli spostamenti. Qui la struttura aiuta, sostiene, rendendo l'esperienza fluida, vivibilissima.
Dopo i primi minuti di ambientamento Rosalba ed io iniziamo a guardarci intorno. Siamo ufficialmente qui come colleghe nel progetto Ispirazioninfiera, che nasce proprio con l'idea di raccontare le fiere creative in modo autentico, documentario, senza filtri.
Il nostro obiettivo è duplice: da un lato descrivere la manifestazione nel suo insieme, dall'altro trovare creativi ed artigiani che abbiano voglia di raccontarsi, di condividere il proprio lavoro, la propria tecnica e la propria storia. È una ricerca che richiede attenzione, sensibilità e un po’ di intuito: capire chi potrebbe avere piacere di parlare, chi è disponibile, chi ha qualcosa da dire oltre ai prodotti esposti.
Rosalba, che ha una passione vera per il cucito creativo, si muove poi con occhio particolarmente attento. Ogni volta che vede stoffe, pannelli, piccoli lavori cuciti a mano, si avvicina con rapidità. Non cerca solo qualcosa da fotografare o da documentare: cerca idee, ispirazioni, spunti per nuovi progetti. Per lei, molto più che per me, questa fiera è un'occasione personale, un modo per trovare qualcosa di bello da fare.
Proseguendo la nostra passeggiata nel mondo del cucito cogliamo voci che si sovrappongono, tavoli pieni di stoffe e macchine da cucire in funzione. Donne al lavoro concentrate, sorridenti, immerse in corsi che si susseguono uno dopo l'altro.
Si vedono gruppi che lavorano su sagome di stoffa, altri che sperimentano l'intaglio, altri ancora che assemblano piccoli animali in pannolenci, ghirlande o fuoriporta decorativi. Le insegnanti mostrano passaggi precisi, correggono, incoraggiano, mentre le partecipanti, provano e riprovano, sbagliano, si confrontano.
È un ambiente molto dinamico: ogni tavolo ha un suo ritmo, un suo micro mondo fatto di stoffe, fili, forbici e idee che prendono forma.
Rosalba qui si illumina, osserva, si avvicina, fa domande, guarda i dettagli tecnici. Si vede che è davvero nel suo elemento.
Ci fermiamo naturalmente ad ammirare i lavori di patchwork, composizioni precise, geometrie che si incastrano come piccoli mosaici di stoffa, colori scelti con cura, punti regolari che raccontano ore di pratica e pazienza.
Mentre siamo lì a guardare, ammirate, mi rendo conto che per Rosalba la giornata ha già raggiunto il suo apice. Per lei potrebbe bastare questo per essere soddisfatta, addirittura rifarebbe il giro altre due o tre volte, tornando ai tavoli per controllare di non essersi persa qualcosa.
Ma la fiera, naturalmente, non si esaurisce nel mondo del cucito. Anzi! Questo è solo uno dei suoi universi. Basta spostarsi un attimo per trovare altri materiali, per sperimentare altre tecniche, per comprendere altri linguaggi,
La fiera tutta è un mosaico di mondi paralleli, ognuno con la sua energia, le sue mani al lavoro, le mille idee che prendono forma.
Tantissimi sono i corsi, ognuno con un'impostazione diversa, con un ritmo diverso e con un diverso modo di insegnare. Ci sono laboratori dedicati alla carta - capitanati dall'Associazione Scrappers Italia - e altri in cui si creano gioielli, riciclando materiali di diverso tipo. Si trovano corsi di tecniche miste e pittoriche accanto a quelli di lana cardata. Non mancano i corsi di ricamo e quelli di chiacchierino, così come non mancano tutta una serie di attività dedicate ai bambini.
E poi, ovviamente, ci sono i materiali: una scelta, devo dire. molto varia e parecchio interessante. Gli espositori mostrano, spiegano, illustrano le novità, raccontano le potenzialità dei prodotti, solleticando con abilità la voglia di creatività dei visitatori.
Tutto ciò che serve è a portata di mano e non manca neppure - ahimé - quanto non sapevi di desiderare!
Tra gli stand più silenziosi, ma non meno affollati, ci sono quelli dedicati all'editoria specializzata. Riviste, manuali, fascicoli tecnici e raccolte di progetti si susseguono come piccoli archivi di sapere artigiano.
Ogni copertina racconta una storia diversa, ma sfogliando le pagine si scopre un linguaggio comune fatto di immagini, schemi, istruzioni che restituiscono la manualità in forma di racconto.
C'è un discreto interesse, il pubblico si ferma, sfoglia, chiede, perché queste pubblicazioni restano sempre utili anche per chi ha esperienza. Offrono spunti e aggiornano tecniche, alcune sono italiane altre straniere, ma tutte condividono la stessa idea di creatività come pratica quotidiana.
Tra gli eventi riconfermati dall'edizione precedente Hobby & Vivi Vintage è quello che più richiama l'idea di un viaggio nel tempo: una mostra mercato che raccoglie vestiti, oggetti e mobili dagli anni '20 agli anni '80, riportando in vita colori, geometrie e atmosfere che appartengono a un immaginario condiviso.
Non è un'area statica o una semplice esposizione, è un luogo che coinvolge e che invita a toccare con mano la materia del passato per reinterpretarla in chiave moderna. Qui il vintage non è solo una parola, ma uno stile di vita, un modo di guardare agli oggetti come frammenti di memoria da recuperare e trasformare.
All'interno dell'area si svolgono corsi che riflettono questa filosofia: attività che insegnano a recuperare piccoli mobili, a reinventare abiti e accessori, a sperimentare tecniche pittoriche e decorative, fino alle proposte più particolari come la creazione di valigette e bauli in stile steampunk con tecniche miste.
È proprio questa combinazione di nostalgia e creatività a rendere l’evento così apprezzato e a giustificarne la riconferma: un luogo dove il passato non viene solo osservato, ma rimesso in circolo, trasformato, vissuto.
Al secondo piano della fiera torna anche l'area dedicata al
Fantasy Cake, un'intera sala che riunisce il mondo variopinto e goloso della pasticceria creativa.
È uno spazio che colpisce subito per la quantità assurda di strumenti, materiali e utensileria esposti: stampi, spatole, colori alimentari, basi, supporti, attrezzature professionali e amatoriali pensate per chi vuole realizzare torte artistiche e spettacolari.
Non è solo un'area di vendita, ma è anche un luogo dove si impara e si assaggia. I visitatori possono assistere a dimostrazioni, partecipare a laboratori pensati sia per gli adulti sia per i bambini e allo stesso tempo gustare piccoli dolci che rendono l'esperienza più immediata e coinvolgente.
La parte più dinamica dell'evento è quella dedicata alle competizioni. Il trofeo ufficiale mette in gara diverse categorie di decorazione, mentre il contest online invita a confrontarsi su un tema predefinito, creando un ponte tra la fiera e il mondo digitale. Non manca neppure lo spazio per le famiglie che si sfidano nella decorazione di una torta in pasta di zucchero.
Devo dire che raramente ho visto, nelle fiere che ho visitato, un'area dedicata al cake design così ampia, ricca e colorata come quella di Genova.
Uno spettacolo per gli occhi e una grande soddisfazione per il palato!
Rosalba ed io trascorriamo un'intera giornata a
Fantasy & Hobby. Ci divertiamo tantissimo, anche solo per il fatto che abbiamo finalmente la possibilità di vederci dal vivo senza la mediazione di uno schermo o l'aiuto di un telefono.
Tra una chiacchiera e l'altra ci rendiamo conto a malapena che mancano pochissimi giorni a Pasqua e la fiera è tutta addobbata in previsione di questa festa: uova colorate decorano gli stand, sono schierate sui tavoli o campeggiano in tutto il loro splendore.
Uscendo con quella sensazione di leggerezza e appagamento che solo le giornate speciali sanno regalare, ci ripromettiamo di rivederci presto, anzi prestissimo, per aggiungere un nuovo entusiasmante capitolo all'avventura di Ispirazioninfiera.
E le interviste ai creativi? Beh, per quelle dovrete aspettare ancora un po'.
Le storie di Genova sono:
- Tiziana Genovese. La modernità dentro ad un cammeo
- DLB. Gioielli dal cuore creativo
Se vuoi scoprire il progetto
Ispirazioninfiera, puoi leggere
qui.
Che dici di leggere anche questi?
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