ELISABETTA E DANIELA. DENTRO IL PROCESSO CREATIVO

[già su Ispirazioninfiera - Vite a regola d'arte]

Abilmente Vicenza, primavera 2016. Di nuovo con Elisabetta e Daniela ormai affezionate amiche di Ispirazioninfiera: ad una sola settimana da Mondo Donna ci ritroviamo allegramente tra fili, metalli e idee che prendono forma.

Loro, sempre meravigliose, mi accolgono con la stessa energia di sempre, quella che trasforma ogni incontro in un piccolo laboratorio di pensiero.

Se a Trento avevano presentato le novità per il 2016, a Vicenza, ancora senza un'intervista precisa, ma nel bel mezzo di un'altra conversazione spontanea e amichevole, fra un gesto e una risata, mi hanno dato la possibilità di approfondire il loro processo creativo.

Mentre le mani lavoravano, la materia diventava racconto, l'idea si faceva forma e il pensiero diventava un qualcosa di concreto, di tangibile e di visibile. Mi sono insomma ritrovata dentro il cuore del loro lavoro. 

Il dialogo è stato costruito mentre il gioiello prendeva forma, tra prove, improvvisazioni e, per me, piccole scoperte.

Si è parlato di strumenti, di fantasia, di quella soglia sottile tra progettazione e intuizione, del momento in cui il disegno lascia spazio al fare.

Elisabetta e Daniela non mi hanno spiegato solo come si crea un gioiello, ma mi hanno spiegato perché si crea, seguendo il richiamo della materia.

Ecco cosa ci siamo dette.



Io:
Questa volta siamo a Vicenza, sempre con Elisabetta e Daniela, che saranno stufe di vedermi...

Daniela:
Assolutamente no! Ti aspettavamo…

Io:
Esatto! E questa volta sono costrette a mostrarci come nascono i loro gioielli... e noi andiamo a vederceli un po’ da vicino. 

Che cosa stai facendo di bello? (mi rivolgo a Daniela)

Daniela:
Allora… io sto facendo questo pesce che dovrebbe essere… dovrebbe, perché la collana su cui voglio posizionarlo è in una vetrina che si trova in un altro settore… vicino al bar, giusto?

Elisabetta:
Sì, all’ingresso…

Daniela:
Questa collana ha una parte di catena - sono due catene con tutti i pezzettini di pietra di Vicenza e pietra di Lecce - e una parte realizzata con questo materiale, che è un lino grezzo. 

Sopra ci sono queste due catene che si agganciano, per cui la collana si può indossare già così com’è, però se io inserisco nella parte della chiusura questo elemento centrale, laterale più che altro, vado un po’ ad impreziosirla …

Io:
Ah, ok…

Daniela:
... però dovrò fare una prova, una volta fatto tutto, perché non possiamo andare avanti e indietro con i pezzi, dobbiamo lasciare là le cose… quando l’ho finito, vado là e vedo se ci sta!

Io:
Ah, ecco… quindi stai improvvisando?

Daniela:
Sto improvvisando, esatto! Questa cosa mi è venuta in mente questa notte, quando non dormivo, e ho pensato… sì, dai, lo faccio così… mi piace quest'idea del pesce. Adesso che inizia un po’ a scaldarsi - a parte oggi che fa freddo - inizia a scaldarsi un po’ l’aria, c’è già voglia di vacanza, un po’ voglia di primavera… andiamo con i pesci…

Io:
Ma lavori con le mani o con gli strumenti?

Daniela:
Sia con le mani, sia con gli strumenti. Naturalmente dipende dalla durezza e dalla malleabilità del metallo. Adesso sto utilizzando dell’alluminio, che è veramente molto tenero: si può lavorare tranquillamente con le mani. Dove però il lavoro è tanto stretto…

Io:
Non riesci a prenderlo…

Daniela:
… si va meglio con la pinza… se ci sono delle sagome e devo girarci intorno e devo fare delle chioccioline, è meglio utilizzare una pinza, anche per stringerlo bene… 

... poi, come vedi, noi abbiamo martelli, pinze...

Io:
Ma gli strumenti che usate di più? Ce ne sono di specifici per i gioielli oppure uno attinge nella cassetta degli attrezzi?

Daniela:
Beh, i martelli sono proprio della cassetta degli attrezzi, sono martelli proprio normali, per piantare i chiodi alla parete… questo è un po’ pesante, ma era lì, comodo, senza andarlo a comprare...

Io
Quindi chiunque può farsi i gioielli a casa?

Daniela:
Avendo un po’ di creatività e un po’ di fantasia, si possono realizzare delle cose anche con pochi strumenti. Diciamo che... se non hai la fantasia, fai...

Io:
... pochino!

Daniela:
... fai pochino, secondo me... poi vedi una cosa che ti piace e dici La faccio uguale! Però, se c'è un po' di creatività, un po' di ricerca, anche solo un poco di - come si può dire? - un occhio curioso per la realtà che ci circonda, esce un gioiello sicuramente con un sapore più personale, più interessante!

Io:
Certo!

Daniela:
Allora… questo lo stacchiamo un pochettino…

Io:
Ma quand’è che senti che il gioiello è proprio riuscito? Nel senso stai lì, provi, poi dici… Ecco, bon!

Elisabetta:
Spesso strada facendo, la partenza è sempre la parte più difficile, perché è quella relativa alla progettazione. La progettazione a volte può essere anche solo vedere i materiali che vuoi usare in quel momento lì... ti è venuta in mente una perla, un pezzo, una figura... avvicini i materiali. 

Poi la partenza, perché magari non hai fatto il disegno, non l'hai già pensato, è ancora in fase di...

Io: Ma i disegni li fate?

Elisabetta:
Facciamo anche quelli. Dipende se è il momento di approcciarsi al disegno o è il momento di usare direttamente le mani.

Io:
Quando proprio la creatività chiama...

Elisabetta:
Esatto! Poi parti e, quando vedi che cominci ad unire i materiali, è come se... entri nel tunnel e poi...

Io:
Vedi la luce!

Elisabetta:
Vieni fuori e dici...

Io:
... è fatta! Sembra facile detto così!

Elisabetta:
È facile, secondo me è fondamentalmente facile. Come per tutte le cose l'importante è partire...

Io:
Come sempre! Poi ci prendi la mano! Oddio, qui per prenderci la mano devi essere anche bravo...

Daniela:
Certo, ci sono dei piccoli accorgimenti che si imparano proprio... sto provando... ci sono delle rifiniture delle quali proprio... ci si innamora. Sono un po' la firma. Il fatto che termini il tuo pezzo con un materiale, con un ricciolino... ci sono momenti in cui tutti i gioielli presentano quei ricciolini, che richiamano un po' le spirali, e momenti in cui realizzi dei pezzi che sono semplicissimi, minimali.

Io:
Certo! A seconda del momento.

Daniela:
Ecco, allora, per il momento vorrei lasciarlo così!

Io:
Però devi fare la prova...

Daniela:
Devo fare la prova! Devo proprio capire... adesso andrò di là a vedermi la collana... l'ho terminata la settimana scorsa e non ho ancora avuto il tempo di riguardarla... l'avevo disegnata, avevo fatto gli schizzi, l'ho realizzata e messa in vetrina! 

Io:
Però per il momento sei soddisfatta!

Daniela:
Sì, sono soddisfatta!

Io:
Beh, diciamo che, insomma, è piuttosto bello.

Daniela:
È un pesce nel pesce. 

Io:
Senti, ma tagliare la pietra? Come fai? Con cosa la tagli?

Daniela:
Allora, devo confessare che la pietra non la tagliamo noi. Noi disegniamo elementi che poi intendiamo utilizzare, perché abbiamo delle idee, quindi sappiamo già un po' cosa ci serve, e poi deleghiamo ad un maestro scalpellino che le prepara. Lui li taglia a mano.

Io:
Ah, tutto a mano?

Daniela:
Sì, avrà certamente qualche strumento, ma... è molto bravo!



Quel giorno ho lasciato Elisabetta e Daniela alle loro prove, con quel pesce ancora non ben definito, che doveva ancora trovare posto sulla collana. Non ho visto il lavoro concluso da vicino e non ho mai saputo se hanno avuto dubbi o ripensamenti, se hanno fatto altri esperimenti oppure se, quanto ho visto, è rimasto tale e neppure un ricciolo di metallo è stato spostato.

Quello che so è che, a distanza di qualche giorno, scorrendo la loro pagina Facebook, ho ritrovato il pesce esattamente lì dove doveva essere: rifinito, applicato, armonizzato.

Un dettaglio che conferma ancora una volta la natura di queste habitué della creatività: presenti, instancabili, capaci di trasformare una semplice intuizione notturna in un meraviglioso gioiello.

Ciao, ragazze, alla prossima!



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